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Capitan Morellato non si nasconde: «Fucsia ottima squadra, ma non avremo alcun timore»

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Il pensiero del capitano dell’Orange Futsal Edoardo Morellato alla vigilia del big match di Serie C1 contro il Fucsia Nizza

Una fascia di capitano non come tutte le altre, perché quella dell’Orange Futsal Asti non è sicuramente come tutte le altre. C’è una storia dietro che ha lasciato impronte indelebili nel mondo del futsal. Poco importa se c’era scritto Asti e adesso si legge Orange: la sostanza è la medesima. Edoardo Morellato ha l’onere e l’onore di portarla: «E’ sicuramente una grande emozione anche perché sono cresciuto con questi colori». Da nove anni nel suo Dna l’orange è il colore predominante e, alla vigilia di una partita speciale come quella di domani sera, la valenza di quella fascia è sempre più rilevante: «Il Fucsia Nizza è sicuramente un’ottima squadra perché dispongono di giocatori che hanno già militato in categorie nazionali, ma sicuramente noi non avremo timore». Il Fucsia e l’Orange si incontrano, due tonalità molto forti con caratteristiche ben distinte: «Sicuramente loro punteranno molto sull’esperienza, noi faremo leva sulla nostra spensieratezza avendo una carta d’identità più bassa». L’attesa è tanta, ma siamo solo alla seconda giornata: «Non può essere infatti decisiva, ma può dare un’indicazione. Sarà una serie C1 abbastanza livellata in cui ci saranno anche altre squadre come Pasta e Val d’Lans a giocarsi i posti importanti». Il massimo campionato regionale mette in vetrina per la prima volta le meglio gioventù di Patanè: «E’un’esperienza sicuramente stimolante, anche perché questa categoria ci permetterà di crescere». Con un allenatore di quelle dimensioni, magari l’obiettivo può essere raggiunto più facilmente: «Patanè è eccezionale, soprattutto perché a distanza di nove anni è capace di stimolarti facendoti scoprire la disciplina sotto tanti punti di vista, curando ogni dettaglio in maniera maniacale. C’è sicuramente un rapporto speciale tra noi due, anche perché mi ha assegnato la fascia di capitano». Classe 1994, è uno dei più “anziani” e le responsabilità aumentano anno dopo anno, soprattutto dopo le partenza di Ghouati e Itria: «Sono partiti due giocatori decisivi, ma non è cambiato nulla perché il nostro vero top player è in panchina. Puntiamo sul collettivo, ma la nostra identità non è mutata». Il futuro poi non è così lontano e qualche cassetto può essere anche aperto: «Giocare la serie B con questa maglia sarebbe il massimo, ma anche un’esperienza fuori regione non sarebbe male». E il pensiero vola diretto a Mattia Callegari: «C’è un grande rapporto con lui e gli faccio i miei migliori auguri per questa esperienza all’Active Network». Progetti tanti, ma le priorità sono altre: «Manca poco ancora alla laurea. Ci tengo». Idee chiare per il futuro dottore dell’Orange: il Fucsia Nizza è avvisato.

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