Serie A

Fortino: “Solo chi ha giocato ad Asti sa cosa significa indossare la maglia Orange”

Rodolfo “Robocop” Fortino è intervenuto in diretta Facebook con la piattaforma PMGSport raccontando la sua carriera

Rodolfo Fortino è senza dubbio uno dei giocatori ad aver fatto la storia del calcio a cinque azzurro. Colonna della Nazionale e una carriera quasi tutta italiana, eccezion fatta per il triennio di successi nello Sporting Lisbona, con una passione per il calcio sin dai primi vagiti: “Quando ero piccolo amavo giocare e basta, non pensavo minimamente a diventare un calciatore. Il mio idolo era Ronaldo il Fenomeno, nel calcio a cinque invece Falcao e Vinicius erano i miei preferiti. L’avventura in Italia è iniziata ad Augusta, esperienza fantastica nella quale sono stato accolto benissimo dai siciliani. Poi ho un ricordo fantastico con la Luparense per quel mio unico Scudetto, però l’esperienza in maglia Orange Futsal resta nel cuore: solo chi ha giocato ad Asti e indossato quella maglia sa cosa significa. Davvero è diverso da ogni altro posto, ho lasciato tanti amici ed è per questo che decisi di tornare poi con la maglia del Città di Asti”.

Capocannoniere della Serie A prima dello stop e pivot di razza, anche se il percorso per diventare bomber è stato lungo: “In Brasile giocavo laterale, poi nel 2002 un grave infortunio mi ha tenuto fermo un anno e successivamente avevo un po’ di paura, così mi sono adattato a giocare da ultimo. Poi quando ero ad Augusta cercavo di convincere tutti che sapessi giocare anche da pivot e da lì, con mister Gustavo Neri ci fu lo spostamento in avanti. Io poi sono un pivot con caratteristiche particolari, ho bisogno di compagni che siano ottimi passatori. Un consiglio ai più giovani? Andate sempre sul secondo palo, la palla prima o poi arriverà”.

Capitolo felice della carriera di Fortino è certamente anche la maglia Azzurra: “Ho grandissimi ricordi, a partire dal trionfo Europeo nel 2014. Ora la Nazionale è in un momento di rinnovamento, dunque c’è bisogno di tempo per ripartire. Io sarò sempre un grande tifoso dell’Italia. Anche il mio soprannome “Robocop” risale a un episodio in Azzurro, quando fu Massimo De Luca a coniare il nomignolo perché avevo sempre i capelli rasati. Quando avverrà il salto di qualità per il calcio a cinque italiano? Quando Juventus, Inter o Milan entreranno veramente nel futsal, come succede in Portogallo con Benfica e Sporting Lisbona”.

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