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Il record del calcio a 5 astigiano e il mistero di quello torinese

Redazione 16 Giugno 2021
pala ruffini futsal
Il Pala Gianni Asti di Torino (foto impiantisportivi.com)

Il Pala Gianni Asti di Torino (foto impiantisportivi.com)

La provincia astigiana consolida la tradizione del calcio a 5 in Piemonte al cospetto di quella torinese che fatica a decollare

In una stagione sportiva che non si può definire tale in quanto costellata dalla pandemia del covid, il calcio a 5 piemontese ci regala un paradosso: la provincia di Asti sarà rappresentata sul palcoscenico nazionale da quattro società, quello torinese da una sola. Nella stagione 2021-2022 in serie B ci saranno ai nastri di partenza Fucsia Nizza, Monferrato, Avis Isola e Orange Futsal. Il torinese risponde solo la neopromossa in serie A L84 e il Val d’Lans anche perché l’Elledì Fossano viene inserita nella provincia cuneese.

Con poco più di duecentomila abitanti la provincia astigiana e il futsal vanno sempre più a braccetto. Un feeling che ha avuto il suo azimut con la conquista dello scudetto dell’Asti nel 2016 ma soprattutto ha avuto un effetto contagioso in tutta la provincia. Con oltre due milioni di abitanti, invece, il torinese non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale. La L84 è l’esponente più rappresentativa a livello regionale, vista la serie A conquistata con a fianco solo il Val d’Lans.

Motivi? Può essere ripetitivo ma le strutture sportive giocano un ruolo fondamentale. Nel torinese c’è solo il Pala Gianni Asti (il PalaRuffini per i nostalgici) l’unica struttura idonea alla disciplina. Il resto è rappresentato da impianti sportivi che ospitano più attività: dalla pallavolo, alla pallacanestro, dalla ginnastica all’hockey su pista. In questa giungla diventa quasi impossibile calendarizzare gli spazi dedicati al futsal e diventa poco stimolante realizzare un progetto durevole nel tempo.

Da non sottovalutare l’importanza delle amministrazioni comunali, ma qui si entra in un labirinto dal quale è difficile uscirne. Dall’altra parte, l’astigiano è un’isola felice soprattutto perché gli impianti sportivi sono nelle mani delle stesse società: le altre discipline vengono ospitate, in poche parole devono adeguarsi agli orari e agli spazi concessi dal futsal. Facile a dirsi, difficile a farsi: Torino guarda Asti con un po’ di invidia.

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