Secondo extracomunitario in Serie A futsal: cosa cambia
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Secondo extracomunitario in Serie A: cosa cambia davvero dal 2026/27

La nuova possibilità amplia il mercato internazionale senza aumentare il tetto dei non formati in Italia. Le conseguenze saranno soprattutto nelle scelte.

Una modifica piccola nei numeri, grande nelle scelte

Dal 2026/27 i club della Serie A maschile potranno tesserare un secondo calciatore extracomunitario. La decisione, approvata dal Consiglio Federale della FIGC, apre una possibilità in più sul mercato internazionale. Il punto essenziale, però, è un altro: secondo quanto comunicato dalla Divisione Calcio a 5, la novità non aumenta il numero complessivo dei giocatori non formati in Italia utilizzabili dalle società. Non è quindi un allargamento indiscriminato delle rose straniere, ma una diversa composizione possibile all’interno di limiti già esistenti.

Più mercati accessibili

Con due posti disponibili, un club può distribuire meglio il rischio. Prima una singola scelta extracomunitaria tendeva a concentrare aspettative, investimento e adattamento su un solo giocatore. Ora sarà possibile affiancare due profili complementari: per esempio un pivot capace di fissare la difesa e un laterale di uno contro uno, oppure un giocatore pronto e un talento da sviluppare. Si amplia anche la platea di Paesi osservabili. La qualità del reclutamento, tuttavia, conterà più della provenienza: un visto in più non sostituisce scouting, valutazione fisica e comprensione del contesto tattico italiano.

L’equilibrio con i formati in Italia

La tutela del percorso italiano resta il nodo politico e tecnico della riforma. La Divisione ha sottolineato che oltre l’86 per cento dei tesserati del movimento risulta formato in Italia. Il dato va letto correttamente: descrive l’intero sistema e non certifica da solo minutaggi o responsabilità assegnate ai giocatori nelle partite di vertice. La vera verifica sarà sul campo. Se il secondo slot servirà ad alzare la qualità degli allenamenti e delle competizioni senza chiudere spazi ai profili cresciuti nei vivai, la misura potrà produrre un equilibrio virtuoso.

Le conseguenze tattiche

Nel futsal un singolo interprete può cambiare la struttura della squadra. Un pivot dominante consente uscite dirette e occupazione profonda; un universale di alto livello permette di alternare pressione e difesa posizionale; un laterale mancino modifica angoli di passaggio e soluzioni sulle palle inattive. Avere un secondo extracomunitario non significa automaticamente avere due titolari, ma aumenta la possibilità di costruire coppie funzionali. Gli allenatori dovranno evitare rose assemblate per curriculum e cercare complementarità nei quintetti e nelle rotazioni.

Il rischio della scorciatoia

Ogni apertura di mercato porta con sé una tentazione: usare il nuovo spazio per correggere in fretta ciò che non è stato costruito. Il pericolo è sostituire programmazione e settore giovanile con una successione di scommesse. Ci sono poi l’adattamento alla lingua, alle dimensioni degli impianti, alla pressione del risultato e a un campionato tatticamente esigente. Per questo saranno avvantaggiate le società con una direzione sportiva capace di integrare il giocatore, non solo di ingaggiarlo.

Come giudicare la riforma

A fine stagione non basterà contare i gol dei nuovi arrivati. Servirà osservare almeno quattro indicatori: livello medio delle partite, competitività internazionale dei club, minutaggio dei giocatori formati in Italia e sostenibilità degli investimenti. La riforma nasce con l’obiettivo dichiarato di aumentare la competitività rispettando il percorso federale. Il secondo extracomunitario sarà dunque uno strumento. Come spesso accade, la differenza non la farà la norma in sé, ma la qualità delle decisioni prese dentro quello spazio.

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