
Esagerazione Comolli, 100 milioni alla Juve: c'è lo zampino del Borussia Dortmund - Futsalnews24.com (screen Youtube)
In un’estate in cui la Juventus ha speso molto, soprattutto per i riscatti dei prestiti passati, arriva il colpaccio di Damien Comolli: ecco come incasserà 100 milioni.
L’estate della Juventus è stata meno rumorosa di quanto molti si aspettassero. Niente acquisti faraonici, niente rivoluzioni in rosa: soltanto due innesti veri e propri, Jonathan David e Joao Mario, inseriti con intelligenza da Igor Tudor per completare un gruppo che si era già mostrato competitivo nell’ultima parte della scorsa stagione. La vera zavorra per i conti bianconeri non è arrivata dal mercato in entrata, ma dalle rate dei riscatti, frutto dei prestiti onerosi dell’estate 2024. Un impegno economico che ha inciso profondamente sul bilancio e che ha costretto la società a muoversi con grande cautela. La recente cessione di Douglas Luiz al Nottingham Forest è stata una boccata d’ossigeno, così come altre operazioni minori che hanno consentito di alleggerire il monte ingaggi. Tuttavia, la dirigenza sa bene che il futuro della sostenibilità economica non può passare unicamente dalle plusvalenze o dalle vendite dei giocatori. È necessario diversificare, trovare fonti alternative di liquidità e consolidare quelle già esistenti.
In questo senso, la Juventus resta una delle poche realtà italiane a potersi permettere il lusso di uno stadio di proprietà moderno, funzionale e soprattutto redditizio. L’Allianz Stadium non è soltanto il luogo delle partite casalinghe, ma un asset economico centrale, capace di incidere sui ricavi e di tenere in equilibrio bilanci spesso messi a dura prova dalle dinamiche del mercato. L’idea, in casa bianconera, è chiara: sfruttare al massimo la struttura torinese per trasformarla in una vera e propria macchina di guadagni.
La Juve ha un tesoro in casa: lo Stadium e la corsa ai 100 milioni annui
La direzione intrapresa dalla Juventus è ormai tracciata: raggiungere quota 100 milioni annui di ricavi generati direttamente dall’Allianz Stadium. Un obiettivo che può sembrare simbolico, ma che in realtà è il frutto di un piano meticoloso. Non si parla di un aumento della capienza, se non per piccoli ritocchi, bensì di un lavoro profondo di ottimizzazione e sfruttamento degli spazi. L’idea è quella di monetizzare ogni momento di vita attorno allo stadio, compresi i cosiddetti “tempi morti”: le ore che i tifosi trascorrono all’esterno prima delle partite possono diventare occasioni di business, attraverso attività commerciali, stand, chioschi e iniziative brandizzate. È il modello già adottato con successo in Germania, al Signal Iduna Park del Borussia Dortmund, dove il pre-partita è un’esperienza che va oltre i novanta minuti.

Non solo calcio, però. Lo stadio torinese dovrà diventare un luogo vivo tutto l’anno, grazie a eventi extrsportivi che ne moltiplichino la redditività. La scorsa stagione l’impianto è stato utilizzato 78 volte per attività non legate al calcio, un dato che certifica le potenzialità ancora inespresse. L’estate 2026 sarà un banco di prova significativo: l’Allianz Stadium ospiterà due eventi musicali di richiamo assoluto, con Max Pezzali ed Eros Ramazzotti pronti a trasformare Torino in una capitale della musica live. L’obiettivo dei 100 milioni non è un miraggio: la Juventus ha individuato nello stadio il vero motore per sostenere ambizioni sportive ed economiche. E se in campo a decidere sono i gol di David o di Vlahovic, fuori dal campo il futuro passa dalla capacità di trasformare lo Stadium in un modello europeo di gestione.