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Allegri senza coppe: il Milan può tornare in Champions?

Sei partite, 12 punti e terzo posto in classifica, secondo se si considera che Roma e Napoli sono appaiate al primo. Ma è ancora presto per capire se il Milan senza Champions può davvero tornare in Champions. Finora la cura Allegri ha dato i suoi frutti sul piano tattico e mentale, nonostante il clamoroso esordio negativo casalingo contro la Cremonese. I rossoneri sembrano aver già trovato il ritmo per arrivare tra le prime quattro a fine stagione. A San Siro è già caduto il Napoli, grande favorito del torneo. E nei prossimi mesi il Milan potrebbe anche beneficiare del turno infrasettimanale libero per mantenere le ambizioni di partenza: energie fresche, meno infortuni e concentrazione totale sul campionato. Eppure i bookmaker non sono d’accordo.

Nonostante gli innesti e l’arrivo di Allegri, il Milan sembra avere qualcosa in meno rispetto a Juventus e Roma, principali contendenti per il quarto posto. Tuttavia, per tutti coloro che vogliono credere fino in fondo alla qualificazione dei rossoneri, è possibile sfruttare una delle tante promozioni messe a disposizione dagli operatori di gioco come i bonus scommesse ottenibili senza depositare, che permettono di puntare su quest’eventualità senza il bisogno di dover ricaricare il proprio conto gioco.

Ma indipendentemente dal parere dei bookie, ecco cosa è successo l’ultima volta che il Milan è rimasto fuori dalle Coppe. Stagione 2015-16: i rossoneri si piazzano al settimo posto. È l’ultimo campionato dell’era Berlusconi. L’anno dell’esordio di Donnarumma, dei gol di Bacca e di alcune meteore, tra cui da Rodrigo Ely, Luiz Adriano, Cerci e Bertolacci. Al termine della stagione successiva il Milan non centra la Champions: si piazza al sesto posto con 63 punti, uno in più dell’Inter. In panchina siede Vincenzo Montella. Quest’anno, invece, c’è Max Allegri, che alla quinta di campionato ha collezionato la sua quarta miglior partenza in carriera in Serie A. E il suo collettivo sembra avere già un marcia in più.

Il mantra di Allegri

Il Milan di Allegri è ripartito da quelle che sono le qualità dei suoi uomini migliori: Rabiot, Fofana, Loftus-Cheek, Pulisic, Leão. Giocatori con grande fisicità e difficili da contrastare che amano giocare in campo aperto per sfruttare appieno le proprie caratteristiche, anche e soprattutto sul piano atletico. La sfida di Allegri sarà quella di creare le condizioni ideali affinché gli uomini migliori del suo collettivo sappiano esprimersi in una dimensione di gioco ampia in lunghezza e in larghezza. 

Resta il mantra della difesa bassa, che non è esattamente il punto di forza dei vari Saelemaekers, Tomori, Pavlovic ed Estupiñán, nonostante le squadre di Max alla lunga diventano brave a compattarsi con un baricentro più arretrato del solito. Allegri punterà su una costruzione funzionale ad attirare la pressione degli avversari per aprirsi il campo, cosa più complicata con squadre chiuse per le quali sarà necessario l’apporto di giocatori come Nkunku oppure Ricci e Jashari che possono dare soluzioni nuove al tecnico. In questo contesto il Milan può contare su Luka Modric in mezzo al campo, imprevedibile metronomo con il guizzo negli ultimi 15 metri e il gol facile. Monumentale nella gestione dei momenti nevralgici al di là della sua ormai chiacchieratissima età.

Di certo le squadre di Allegri cambiano volto nel corso della stagione. È probabile che il tecnico livornese usi la prima fase di campionato per sperimentare, per poi raggiungere una forma definitiva con l’arrivo del nuovo anno. Peraltro, in questa primissima porzione di Serie A il Milan non ha ancora testato il potenziale di una delle pedine fondamentali del gioco offensivo: Rafa Leão, lontano dal rettangolo verde per le noie al polpaccio: un giocatore che può cambiare volto alle partite ed essere devastante soprattutto in campo aperto.

I prossimi impegni dei rossoneri

Piccola parentesi futura. Ecco gli impegni del Milan nel mese di ottobre: dopo la Juventus affrontata allo Stadium domenica 5 (0-0) sarà la volta di: Fiorentina (domenica 19 al San Siro), Pisa (venerdì 24, di nuovo in casa), Atalanta (martedì 28 a Bergamo). Calendario difficile ma non impossibile, considerando le incertezze della Viola e il basso potenziale del Pisa. Decisamente complesse la gara esterna contro la squadra allenata da Juric.

I più grandi record all time di Futsal Serie A, Champions, Euro e Mondiali 

Il Calcio a 5 si sta affermando sempre di più come un sport tra i più seguiti al mondo e le competizioni che richiamano l’attenzione sono la Serie A, la Champions, Europei e Mondiali. 

A differenza del calcio tradizionale, il Futsal vede match spettacolari con più gol e un gioco nettamente più veloce, con scambi rapidissimi, dove la palla sembra girare a velocità supersonica come la biglia di una roulette, pronta a scrivere i risultati dovuti alla bravura dei club che si affrontano, ma anche alla fortuna. 

Il segnale che il Calcio a 5 è ormai diventato uno degli sport più amati dal pubblico, riguarda le sponsorizzazioni, gli eventi e anche i videogiochi dedicati a questa disciplina, sia giochi di abilità, gameplay e multiplayer, sia le slot a tema grafico omaggiano tutti i grandi campioni e le squadre più forti nei rulli digitali. 

Entriamo a gamba tesa nelle curiosità statistiche assolute, ecco quali sono i più grandi record all time di Futsal Serie A, Champions, Euro e Mondiali.

Curiosità statistiche e record del Futsal Serie A

I club più vincenti del Calcio a 5 in Serie A sono la Luparense con 6 campionati vinti, seguita dalla Roma RCB con 5 titoli e dalla BNL Roma con 4 campionati vinti. Al quarto posto c’è la Pesaro Italservice con 3 titoli.  

Anche se l’Asti ha vinto un solo campionato nel 2016, ha stabilito il record di imbattibilità assoluta nella storia della Serie A Futsal, restando imbattuta per 41 giornate: dal 12 aprile 2012 fino al 23 marzo 2014. 

In questa striscia, ha disputato il campionato 2012/2013 terminando la stagione da imbattuta con 20 vittorie e 6 pareggi, ma ha perso in semifinale contro il Marca Trevigiana, che poi si è laureato campione d’Italia. 

Futsal Champions: ecco tutti i record assoluti 

L’unico club italiano ad aver vinto la UEFA Futsal Champions League è il Montesilvano nel 2011, che ha battuto lo Sporting Lisbona 5 – 2. 

I club più vincenti sono tutti spagnoli, l’Inter ha vinto 5 volte la coppa dalle grandi orecchie con 3 seconde posizioni, il Barcellona ha vinto 4 volte con 3 secondi posti, il Palma con la vittoria del 2025 ha fatto il tris, vincendo anche l’edizione 2024 e 2023 e diventando l’unico club a vincere tre volte consecutive il torneo. 

Euro Futsal: quali sono le Nazionali più forti del Vecchio Continente? 

Nell’Europeo di Futsal abbiamo ancora la Spagna che domina l’albo d’oro con 7 vittorie e due seconde posizioni, al secondo posto a pari merito ci sono Italia e Portogallo con 2 vittorie a testa. Per gli Azzurri c’è anche un secondo posto e tre terze posizioni in questo torneo. 

Nazionali di Futsal più forti al mondo 

Cambia il ranking delle Nazionali più forti al mondo se andiamo ad analizzare le statistiche della Futsal World Cup, con il Brasile che domina l’albo d’oro a quota 6 Coppe del Mondo vinte, un secondo posto e due terze posizioni.

Al secondo posto dell’albo d’oro c’è la migliore Nazionale Europea, la Spagna con 2 titoli e 3 seconde posizioni. Seguono Argentina e Portogallo con una Coppa del Mondo a testa. 

Gli Azzurri sono arrivati in finale nel 2004 ma hanno perso 2 – 1 contro la Spagna, le Furie Rosse hanno infranto il sogno Azzurro di vincere il Mondiale Futsal. 

Negli ultimi anni sono stati dedicati diversi nuovi gameplay e videogiochi online ai Mondiali di Futsal, uno sport che sta diventando sempre più famoso anche grazie alle nuove tecnologie di streaming in tempo reale, che consentono di mandare in onda tutti i match e gli eventi più importanti a livello Europeo e Mondiale. 

Calciatori o “secchioni”? Ecco chi sono i laureati del calcio

Tra le leggende metropolitane che circolano maggiormente nell’ambito sportivo, c’è sicuramente quella che descrive i calciatori come grandi amanti dello sport e ben poco affini allo studio.

Si tratta, però, di un falso mito, dal momento che, nel corso degli ultimi anni, sono stati numerosi i calciatori che hanno avuto la capacità di concludere un percorso di studio universitario.

E allora proviamo proprio a divertirci dando uno sguardo a quello che è l’elenco dei calciatori laureati, grazie all’interessante approfondimento che è stato pubblicato sul noto blog del portale di scommesse della serie a di Betway.

Alcune statistiche sui calciatori che si sono laureati

Se alcuni tifosi sono soliti chiamare “dottore” determinati atleti che si distinguono per le loro capacità superiori in mezzo al campo, in realtà ce ne sono tanti altri che lo sono per davvero anche al di fuori del rettangolo di gioco. In alcuni casi si è trattato di calciatori che sono riusciti, compatibilmente con il proprio lavoro professionistico, a studiare e a laurearsi. In altri casi, invece, si tratta di atleti che hanno appeso gli scarpini al chiodo e hanno deciso di reinventarsi, anche nello stesso mondo del pallone, provando però ad acquisire un nuovo tipo di competenze e con un bagaglio di conoscenze, anche personali, molto più ampio. Secondo un’indagine di qualche tempo fa svolta dal ben noto quotidiano sportivo “La Gazzetta dello Sport”, si metteva in evidenza come solamente lo 0,8% degli atleti che militano nel massimo campionato calcistico italiano è riuscito a laurearsi. In realtà, però, si tratta di un dato che sta aumentando con il passare del tempo.

I casi più emblematici di calciatori laureati

Impossibile non ricordare il caso di Guglielmo Stendardo, buon difensore che ha giocato per tanti anni in squadre di provincia, ma si è cimentato anche con la maglia della Juventus nella seconda parte della sua carriera sul campo da gioco. Ebbene, la sua tenacia nel completare gli studi gli ha fruttato il titolo di avvocato addirittura. Stesso discorso anche per Massimo Oddo, che mentre giocava con le maglie della Lazio, prima, e del Milan, poi, è stato in grado di completare il suo percorso universitario in Scienze Giuridiche.

E tra i calciatori ancora in attività? Un primo esempio importante è quello di Tommaso Pobega, che da due stagioni ormai veste la maglia del Milan. Il centrocampista rossonero, infatti, è stato particolarmente bravo nel completare un difficile e impegnativo percorso di studi in economia aziendale. Il calciatore di origini triestine ha provveduto alla discussione della tesi triennale in economia aziendale portando un argomento come la “Corporate Social Responsibility” relativamente al Milan e alla sua fondazione.

Particolarmente bravi anche Matteo Pessina, visto che il centrocampista del Monza, diventato campione d’Europa con l’Italia di Roberto Mancini, è stato in grado di completare il percorso di studi contemporaneo in Economia e Commercio. Il bravo centrocampista lombardo ha deciso di dare sfogo alla sua passione per la matematica, frequentando il corso di laurea di Economia e Commercio presso la Luiss.

Un applauso anche a Mattia Caldara, passando sia dal Milan che dalla Juventus, oltre che ad aver espresso, fino a questo momento, le sue migliori prestazioni con la maglia dell’Atalanta. Il difensore, ex della squadra bergamasca, ha seguito il suo percorso di tre anni di Economia e Management, prendendo parte al programma Luiss Sport Academy. Anche un altro ex Atalanta si è distinto fuori dal campo e, nello specifico, nello studio universitario. Stiamo facendo riferimento a Robin Gosens, da poco tornato in Germania, che è riuscito a conseguire la laurea in psicologia, grazie a un notevole impegno durato ben quattro anni.

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Futsal: le regole fondamentali del calcio a 5

Il futsal è uno sport in via di sviluppo che, negli ultimi anni, coinvolge sempre più addetti ai lavori, portando il calcio a 5 ad essere, ormai, particolarmente seguito e celebre in tutta Italia e non solo.

Negli ultimi anni, infatti, si sono distinte numerose società di calcio a 5, oltre che differenti talenti che sono già apprezzati a livello mondiale. Inoltre, è importante sottolineare anche la grande attenzione che molti fan destinano al futsal per motivi prettamente ludici. Questi ultimi, infatti, amano seguire il calcio a 5 anche in termini di scommesse su casino.netbet.it, in virtù di uno sport che offre un divertimento a 360 gradi; ovviamente, trattandosi di una realtà in via di sviluppo, non tutti conoscono le regole fondamentali del gioco del calcio a 5, soprattutto a proposito di alcune componenti piuttosto generali ma, allo stesso tempo, fondamentali da prendere in considerazione. Ecco tutto ciò che c’è da sapere, comunque, a proposito delle regole del calcio a 5, che definiscono lo sport in maniera generale.

Sostituzioni e calciatori presenti in campo

A proposito delle regole del gioco del calcio a 5, è importante sottolineare tutto ciò che c’è da sapere relativamente al numero di giocatori che scendono in campo, a proposito anche delle sostituzioni che possono essere effettuate. Naturalmente, si tratta di uno sport diverso rispetto al calcio, dunque anche la gestione dei giocatori e delle sostituzioni avviene in maniera differente. Il calcio a 5 si gioca, naturalmente, con un numero di giocatori che non supera le 5 unità e che non può essere inferiore a 3; una squadra, dunque, può presentarsi con tre giocatori sul rettangolo di gioco, per quanto ciò costituisca un evidente svantaggio in termini numerici.

Inoltre, sono ammessi fino a 7 giocatori di riserva, che possono essere inseriti in campo per sostituire un calciatore titolare attraverso una sostituzione. Le sostituzioni, a differenza del calcio, sono illimitate e possono avvenire in qualsiasi momento, sia che il pallone sia in gioco, sia che il gioco sia fermo. Le uniche regole che riguardano la sostituzione di un calciatore, dunque, sono relative al fatto che il calciatore sostituito debba abbandonare il campo e recarsi all’interno della zona delle sostituzioni; che il calciatore che subentra debba entrare in campo attraverso la zona delle sostituzioni; infine, che il calciatore che subentra in campo calpesti il rettangolo di gioco solo quando il calciatore sostituito avrà abbandonato il campo. Un’ulteriore regola che riguarda le sostituzioni spiega che i calciatori titolari possono essere sostituiti dopo che sono stati espulsi, solo se a seguito di due minuti dall’effettiva espulsione. Tuttavia, la sostituzione può avvenire anche prima nel caso in cui la squadra del calciatore espulso subisca una rete.

Arbitri e regole di gara

Altre caratteristiche da sottolineare, in base alle regole del futsal da prendere in considerazione, riguardano la gestione degli arbitri. Anche in questo caso, si osservano delle differenze rispetto al gioco del calcio. Nel calcio a 5 gli arbitri sono 2, ai quali vengono assegnati tutti i poteri tali da far sì che venga rispettato il regolamento, senza effettive differenze tra il primo e il secondo arbitro. I due direttori di gara, infatti, hanno l’obiettivo di coadiuvare il proprio lavoro durante lo svolgimento corretto della gara controllando contemporaneamente sostituzioni, irregolarità in campo e altre tipologie di caratteristiche senza una piena suddivisione dei poteri.

In alcuni match, possono essere designati anche altri arbitri, come un terzo arbitro e il cronometrista, definiti anche come assistenti arbitrali. Questi ultimi sono impegnati soprattutto a far sì che venga rispettata la regola 7 relativa alla gestione del cronometro che, a differenza del calcio, viene interrotto quando il pallone non è in campo; ovviamente, il terzo arbitro può essere utilizzato anche come primo o secondo arbitro, nel caso di infortunio di uno di questi ultimi, con il cronometrista che sostituirebbe il terzo arbitro e così via. La durata della gara, stabilita dal cronometrista, è di 20 minuti effettivi per periodo, con il tempo che viene interrotto ogni qualvolta c’è una fuoriuscita del pallone dal rettangolo di gioco o viene fischiato fallo. Durante i minuti di gara, le squadre hanno la possibilità di chiedere un minuto di time out, con il cronometrista che dovrà monitorare se il tempo trascorso sia effettivamente tale: a seguito del timeout, il pallone sarà posizionato nell’esatto punto in cui era presente nel momento in cui è stato chiamato time out da parte di uno dei due allenatori. In particolar modo, quest’ultimo punto richiama la regola 8 che, espressamente, cita che la sfera di gioco debba essere posizionata nell’esatto punto in cui il gioco è stato interrotto per un fischio arbitrale o per un timeout. Per questo motivo, possono esserci due tipologie di azioni che regolano il corretto inizio del gioco: il calcio d’inizio e la rimessa da parte degli arbitri. Nella maggior parte dei casi, si osserva la seconda tipologia di azione, che permette di garantire il corretto svolgimento della partita senza posizionamenti particolari della sfera di gioco o trucchi che una delle due squadre potrebbe adottare per evitare di trovarsi in una situazione pericolosa di gestione del pallone.

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Dal futsal al calcio a 11: i giocatori più famosi

Calcio, futsal o tutte e due?

E se per diventare un grande calciatore passare dal futsal fosse un’ottima soluzione per sviluppare skills e capacità tecniche che tornano poi utili su campi molto più grandi? La testimonianza arriva da alcuni grandi campioni che, nel corso della loro adolescenza, hanno giocato a futsal, ammettendo come tale esperienza sia stata estremamente preziosa per il prosieguo della loro carriera.

La dimostrazione che calcio e futsal si intrecciano tantissimo anche nella vita di tutti i giorni ci arriva anche da un altro aspetto, ovvero dal fatto che tanti appassionati di scommesse che puntano sui casinò live sono ormai abituati a trovare un ampio palinsesto di quote che riguardano proprio anche il futsal.

Da Ronaldinho a Neymar, passando per Willian e Douglas Costa

Il calcio in Brasile è spettacolo, tecnica, fantasia, passione. In una parola è vita. Non deve stupire, quindi, che due grandi campioni del calcio mondiale arrivino proprio dal Futsal. L’ex giocatore di Barcellona, Psg e Milan, Ronaldinho, ad esempio, ha cominciato a praticare futsal all’età di sette anni, giocando con altri ragazzini in uno dei quartieri più poveri di Porto Alegre.

Spesso e volentieri è stato lo stesso Ronaldinho ad ammettere come buona parte delle sue fantasmagoriche e illuminanti giocate derivino proprio dall’esperienza fatta con il futsal. Secondo Dinho, il fatto di giocare in spazi così stretti permette di sviluppare molto velocemente un controllo di palla di un livello superiore.

Un altro grande campione a tinte verde ore, ovvero Neymar, ha sempre ricordato con grande orgoglio i primi passi da giovanissimo nel mondo del futsal. Street soccer e calcetto: così è iniziata la favola del giocatore del Psg e, secondo tanti addetti ai lavori, il fatto che stia avendo una carriera così splendente deriva anche proprio dal suo passato nel futsal.

L’ex juventino Douglas Costa è cresciuto proprio grazie alla “palestra” del futsal e le giocate che spesso e volentieri mette in mostra sul terreno di gioco ne sono una perfetta dimostrazione. Esattamente al pari di altri grandissimi giocatori del passato, tra i più forti nella storia del calcio, come Zico, Socrates e Pelè, anche Douglas Costa ha ammesso che il futsal è stato fondamentale per la sua crescita come calciatore, visto che ha sviluppato la capacità di smarcarsi negli spazi più stretti usando tutta la sua rapidità.

Iniesta e Figo

Non è casuale il suo soprannome, ovvero “l’illusionista”, dato che lo spagnolo Iniesta, quando decideva di nascondere il pallone agli avversari, non aveva rivali. Don Andrés si può inserire nella lista dei migliori centrocampisti nella storia del calcio moderno, avendo vinto praticamente tutto, sia a livello di club, con la maglia del Barcellona, sia a livello di nazionale, vincendo sia l’Europeo del 2008, in finale contro l’Italia, che del 2012, ma anche la finale di Coppa del Mondo contro l’Olanda due anni dopo, segnando proprio la rete che decise il match.

Ebbene, le capacità tecniche di Iniesta sono nate proprio grazie al futsal. Si è avvicinato al futsal semplicemente perché era l’unica disciplina presente nel luogo in cui viveva da piccolo, anche se il sogno di diventare un calciatore forte e famoso l’ha sempre accompagnato. Tra gli aspetti comuni con il calcio a undici, Iniesta ha sottolineato come anche nel futsal ci sia la necessità di saper gestire con grande precisione il palleggio, dovendo prendere decisioni con rapidità e affidandosi spesso all’istinto e alle intuizioni.

Il futsal ha accompagnato anche il grande campione Luis Figo nel corso della sua giovinezza. Come ha spiegato in più di un’occasione in un’intervista, anche per il portoghese è stata un’esperienza formativa molto importante per la sua carriera. Come mai? Semplicemente gli ha permesso di crescere soprattutto dal punto di vista tecnico, ampliando il suo bagaglio di skills, da poter sfruttare poi utilmente nel mondo del calcio professionistico, diventando uno dei giocatori più forti della sua epoca, protagonista anche di quello che è stato ribattezzato il trasferimento del secolo.

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