Italia futsal, il progetto di Samperi verso il Mondiale 2028
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Italia, il progetto Samperi guarda al 2028: giovani, identità e una sola scuola azzurra

Il rinnovo triennale di Salvo Samperi è soltanto la parte più visibile della scelta compiuta dalla FIGC.

La continuità in panchina alla guida della Nazionale maschile di futsal introduce infatti un progetto più ampio: costruire una direzione tecnica comune tra la selezione maggiore e l’Under 19, valorizzare maggiormente i giovani e i giocatori di formazione italiana, arrivare alle qualificazioni mondiali con un’identità riconoscibile.

L’obiettivo finale è la FIFA Futsal World Cup 2028. Il primo appuntamento concreto, però, è già vicino: il 20 ottobre l’Italia affronterà la Georgia a Rende, in Calabria, nella prima partita del Main Round. Nel triangolare è presente anche il Kosovo e soltanto la prima classificata accederà direttamente all’Elite Round.

Prima di pensare alla gara ufficiale, gli Azzurri si ritroveranno dal 7 al 10 settembre al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” di Roma. I diciotto convocati da Samperi forniscono già alcune indicazioni sulla strada scelta.

Un ciclo triennale, non una semplice conferma

Samperi è diventato commissario tecnico il 14 giugno 2024. La sua prima fase di lavoro ha riportato l’Italia nella fase a eliminazione diretta di una grande competizione internazionale: a Futsal EURO 2026 gli Azzurri hanno raggiunto i quarti di finale, dove sono stati eliminati dalla Spagna. L’Italia non disputava una partita a eliminazione diretta in una fase finale internazionale da dieci anni.

Quel risultato non basta naturalmente a certificare la completa ricostruzione della Nazionale. Ha però offerto una base sulla quale lavorare. Il rinnovo per tre stagioni dà ora al commissario tecnico un orizzonte sufficientemente lungo per compiere scelte che non debbano essere giudicate soltanto sulla partita successiva.

La novità più significativa riguarda l’estensione del progetto all’intera filiera maschile. Samperi indicherà metodologia, principi e linee guida condivise anche con l’Under 19 di Vanni Pedrini. Non significa uniformare rigidamente ogni squadra, ma creare un linguaggio comune: modalità di pressione, occupazione degli spazi, criteri nella costruzione e responsabilità richieste ai giocatori.

Per una Nazionale, che dispone di tempi di allenamento molto più brevi rispetto a un club, possedere riferimenti già conosciuti può diventare un vantaggio competitivo.

La convocazione di Ferraro è un segnale

Fra le prime scelte spicca Luca Ferraro, classe 2009 della Lazio. La sua presenza non va caricata di aspettative sproporzionate: un raduno non stabilisce una gerarchia definitiva e non garantisce un posto nelle gare ufficiali. Resta però una convocazione dal forte valore progettuale.

Portare un diciassettenne nel gruppo della Nazionale maggiore consente allo staff di valutarlo in un ambiente ad alta intensità e, contemporaneamente, gli permette di conoscere in anticipo richieste e ritmi del livello internazionale. È precisamente il tipo di collegamento che un progetto condiviso fra maggiore e Under 19 dovrebbe produrre.

Accanto alla novità Ferraro c’è il ritorno di Attilio Arillo, assente dalla Nazionale dal novembre 2024 e già titolare di 29 presenze. La presenza contemporanea di un giocatore esperto e di un atleta all’inizio del percorso mostra che il ringiovanimento non sarà necessariamente una sostituzione indiscriminata.

Una transizione efficace richiede riferimenti capaci di trasmettere abitudini, gestione emotiva e conoscenza delle partite internazionali. Il punto sarà trovare il giusto equilibrio tra continuità e apertura.

Cosa suggeriscono le prime scelte

La lista comprende quattro portieri: Jurij Bellobuono, Carlos Dalcin, Leonardo Politano e Generoso Di Stanio. Nei giocatori di movimento resta un nucleo importante dell’ultimo ciclo, con Carmelo Musumeci, Michele Podda, Giovanni Pulvirenti, Julio De Oliveira e Francesco Liberti.

Sono presenti inoltre profili che possono aumentare concorrenza e varietà, da Enrico Donin e Yamoul Fahd fino a Carlos Del Mestre, Giuliano Fortini, Matheus Barichello, Maurizio Silvestri e Ivan Cutruneo.

Sarebbe prematuro ricavare dalla convocazione un sistema tattico già definito. Il primo raduno servirà verosimilmente a misurare condizione, compatibilità e velocità di apprendimento. Si possono tuttavia individuare tre questioni centrali per il nuovo ciclo.

La prima riguarda l’intensità senza palla. Una pressione efficace a livello internazionale richiede distanze corte e letture collettive: uscire in ritardo o senza adeguata copertura espone immediatamente la porta.

La seconda è la capacità di attaccare difese organizzate senza affidarsi esclusivamente alla giocata individuale. Mobilità, cambi di posizione e occupazione razionale del secondo palo dovranno produrre occasioni pulite anche quando il ritmo della partita si abbassa.

La terza è la gestione delle rotazioni. Costruire più giocatori affidabili permette di mantenere intensità, modificare il piano durante la gara e affrontare senza traumi assenze o cali di forma. Da questo punto di vista, ampliare la base è una necessità tecnica prima ancora che generazionale.

La centralità dei formati italiani

Nel comunicato federale, il direttore tecnico del Club Italia Claudio Ranieri ha indicato la volontà di coinvolgere maggiormente i giocatori di formazione italiana. È un passaggio che merita attenzione.

Il tema non dovrebbe essere letto come una contrapposizione fra origini diverse. La questione riguarda la sostenibilità della Nazionale: quanti giocatori pronti per il livello internazionale vengono prodotti regolarmente dai campionati, quanto spazio ricevono e quanto presto entrano in contatto con standard più elevati?

Perché il progetto funzioni, il lavoro delle selezioni dovrà dialogare con quello dei club. Raduni sperimentali, scouting della Serie A2 Élite e della Serie A2, attività dell’Under 19 e convocazioni nella maggiore dovranno comporre un percorso leggibile. La Nazionale non può creare da sola il talento, ma può rendere più chiara la strada necessaria per raggiungerla.

Il Mondiale passa già da Rende

Il 20 ottobre, contro la Georgia, il progetto incontrerà il risultato. L’Italia partirà in casa e dovrà evitare che l’urgenza della qualificazione renda più prudente il percorso appena annunciato.

Georgia e Kosovo rappresentano avversarie da preparare senza superficialità. In un triangolare ogni episodio pesa più che in un girone lungo: differenza reti, gestione degli ultimi minuti e capacità di vincere anche una partita sporca possono decidere l’accesso all’Elite Round.

Il compito di Samperi sarà quindi doppio. Da una parte dovrà costruire una Nazionale capace di tornare al Mondiale; dall’altra dovrà creare un sistema che lasci qualcosa anche oltre la singola qualificazione.

La conferma del commissario tecnico offre tempo, ma non elimina la pressione. La vera misura del progetto non sarà l’età media dei convocati: sarà la capacità di far crescere nuovi giocatori senza perdere competitività, trasformando maggiore e Under 19 in parti della stessa idea di futsal.

La strada verso il 2028 comincia da qui.

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