Qualificazioni Mondiale futsal 2028: il girone dell’Italia
Nazionali

Mondiale 2028, l’Italfutsal riparte da Georgia e Kosovo

ssente dalla rassegna iridata dal 2016, l’Italia trova Georgia e Kosovo nel Gruppo 10. Il primo posto vale l’accesso diretto all’Elite Round.

Dieci anni senza Mondiale

L’ultima partecipazione dell’Italia alla FIFA Futsal World Cup risale a Colombia 2016. Dopo aver mancato le due edizioni successive, l’Italfutsal comincerà a ottobre il percorso verso il torneo del 2028. Il sorteggio del Main Round ha collocato gli Azzurri nel Gruppo 10 con Georgia e Kosovo. Sulla carta è un raggruppamento affrontabile; nella realtà, il peso dell’assenza e una formula selettiva impongono di trattare ogni finestra come una partita decisiva.

La formula: vincere per evitare complicazioni

Le dodici vincitrici dei gironi accederanno direttamente all’Elite Round insieme alle quattro migliori seconde. Le altre otto seconde disputeranno uno spareggio nell’aprile 2027. Il Main Round si giocherà con andata e ritorno attraverso quattro finestre: 12-21 ottobre, 2-11 novembre e 6-9 dicembre 2026, poi 22 febbraio-3 marzo 2027. L’obiettivo italiano deve essere il primo posto. Affidarsi alla graduatoria delle seconde significa lasciare il proprio destino anche ai risultati degli altri gruppi.

Georgia, l’avversaria che l’Italia conosce

I precedenti contro la Georgia sono quattro: tre vittorie azzurre e un pareggio, il 2-2 di Tbilisi nelle qualificazioni a Futsal EURO 2018. La storia è favorevole ma non gioca. La Georgia ha dimostrato negli ultimi anni di poter costruire squadre fisiche e tecniche, capaci di difendere con densità e sfruttare qualità individuali. L’Italia dovrà muovere il blocco avversario con pazienza, senza trasformare il possesso in circolazione sterile.

Kosovo, l’incognita senza precedenti

Contro il Kosovo l’Italia non ha mai giocato. L’assenza di precedenti rende ancora più importante il lavoro di analisi: struttura delle uscite, comportamento sulle palle inattive, gestione del portiere di movimento e risposta alla pressione. Nelle qualificazioni, le partite considerate più semplici possono diventare pericolose se il gol non arriva. Servirà una squadra capace di alzare il ritmo senza perdere equilibrio e di accettare che la pazienza sia una forma di aggressività.

Che identità serve agli Azzurri

Per tornare al Mondiale, l’Italia deve costruire un’identità ripetibile nelle diverse finestre. Pressione coordinata, riconquista protetta e capacità di attaccare sia con il pivot sia attraverso il gioco a quattro sono i primi indicatori. Poi viene la gestione emotiva: non confondere urgenza con frenesia. Le palle inattive possono spostare i punti, ma non devono diventare l’unico piano. Una Nazionale moderna deve saper vincere partite differenti, anche quando gli avversari le tolgono la soluzione preferita.

Il Main Round come primo passo, non come traguardo

Dopo il turno principale arriverà un Elite Round lungo e ancora più selettivo. Per questo il girone con Georgia e Kosovo deve servire anche a consolidare un gruppo, ampliare le rotazioni e definire responsabilità. Tornare nella rassegna iridata sarebbe un risultato sportivo e un acceleratore per l’intero movimento: visibilità, ambizione dei giovani e confronto internazionale. La strada è lunga, ma ha finalmente nomi e date. L’Italia riparte da qui, con il dovere di non guardare al passato come un alibi e la possibilità di trasformarlo in motivazione.

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