
Dal 7 al 10 settembre gli Azzurri si ritrovano a Roma per il primo raduno della stagione. Il rinnovo triennale del commissario tecnico, la regia comune con l’Under 19 e la chiamata di Luca Ferraro indicano una strategia precisa: tornare al Mondiale costruendo una filiera riconoscibile e dando spazio ai giocatori formati in Italia.
Il nuovo corso dell’Italfutsal non comincia con una partita, ma con quattro giorni di lavoro e una scelta che vale più di molte dichiarazioni programmatiche. Dal 7 al 10 settembre, al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” di Roma, Salvo Samperi guiderà il primo raduno della stagione con diciotto convocati. Nell’elenco c’è il ritorno di Attilio Arillo, assente dalla Nazionale dal novembre 2024, ma soprattutto compare Luca Ferraro, classe 2009 della Lazio.
La presenza di un diciassettenne nel gruppo della Maggiore non garantisce minuti, gerarchie o promozioni immediate. Segnala però la direzione scelta dalla Federazione: il rinnovo triennale di Samperi non è soltanto una conferma tecnica, ma l’avvio di un progetto che collega la Nazionale maggiore all’Under 19 e guarda alle qualificazioni per la FIFA Futsal World Cup 2028.
Un orizzonte che mancava
Samperi è diventato commissario tecnico nel giugno 2024. La sua prima fase si è chiusa a febbraio con il quarto di finale dell’Europeo contro la Spagna, prima gara a eliminazione diretta disputata dall’Italia in una fase finale internazionale dopo dieci anni. Il risultato ha restituito agli Azzurri una presenza nel tabellone che conta, senza cancellare il dato più pesante: l’Italia manca dal Mondiale dall’edizione colombiana del 2016.
Il nuovo accordo offre al commissario tecnico un orizzonte fino al 2028. Nel futsal delle Nazionali è un vantaggio concreto, perché le finestre internazionali sono poche e il ricambio non può essere improvvisato. Un ciclo lungo permette di selezionare, verificare e correggere, senza trasformare ogni convocazione in una sentenza definitiva.
L’obiettivo immediato è il Main Round mondiale. L’Italia è inserita nel Gruppo 10 con Georgia e Kosovo: la prima classificata accederà direttamente all’Elite Round, mentre le quattro migliori seconde dei dodici gironi passeranno ugualmente e le altre otto dovranno affrontare uno spareggio.
Il debutto è previsto il 20 ottobre a Rende contro la Georgia. Il raduno di Roma, quindi, non è una passerella d’inizio stagione: è il primo laboratorio in vista di una gara che peserà già sul cammino verso il 2028.
Una sola lingua tecnica dalla Maggiore all’Under 19
La novità più interessante del progetto è la volontà di creare una direzione comune per tutte le Nazionali maschili. Samperi indicherà metodologia, principi di allenamento e linee guida, mentre Vanni Pedrini continuerà a guidare l’Under 19. Non significa rendere identiche squadre con età e obiettivi differenti. Significa ridurre la distanza che spesso separa il settore giovanile dalla Nazionale maggiore.
Una filiera funziona quando un ragazzo promosso conosce già il vocabolario del gruppo: occupazione degli spazi, pressione, letture della superiorità, gestione delle transizioni e responsabilità senza palla. Se i passaggi tra le selezioni non richiedono ogni volta una ripartenza da zero, il talento può essere valutato sulla qualità delle decisioni e non soltanto sulla capacità di adattarsi in pochi allenamenti.
Da questo punto di vista, la presenza nello staff della Maggiore dello stesso Pedrini come assistente rende il collegamento ancora più concreto. Il percorso Under 19 può diventare un ambiente di preparazione reale alla Nazionale, non una categoria parallela osservata soltanto in occasione dei tornei.
Ferraro, un segnale da gestire senza scorciatoie
La convocazione di Luca Ferraro è il simbolo più evidente di questa impostazione. Nato nel 2009 e tesserato per la Lazio, entra in un gruppo composto da giocatori abituati alla Serie A e alle competizioni internazionali. Il valore della chiamata non sta nel creare un’etichetta precoce, ma nel permettere allo staff di misurare un giovane dentro intensità, tempi e richieste della Maggiore.
Il passaggio va gestito con equilibrio. Anticipare un talento può accelerarne la comprensione del livello; caricarlo di aspettative può produrre l’effetto opposto. Per questo il raduno è il contesto ideale: quattro giorni di osservazione senza l’urgenza di una distinta ufficiale, nei quali il ragazzo può conoscere standard e responsabilità e lo staff può raccogliere informazioni senza forzare conclusioni.
Accanto a lui, il ritorno di Arillo racconta l’altra faccia del progetto. Apertura ai giovani non deve significare cancellazione dell’esperienza. Una Nazionale competitiva ha bisogno di concorrenza tra generazioni, di giocatori pronti nell’immediato e di profili da accompagnare. Il ricambio diventa solido quando alza il livello interno, non quando sostituisce automaticamente i più esperti.
“Formati in Italia”: dalla formula al campo
La Federazione ha indicato come priorità il maggiore coinvolgimento dei calcettisti di formazione italiana. È un tema strutturale, che non può essere risolto dalla sola Nazionale. Il commissario tecnico seleziona ciò che i club producono: minutaggio, qualità dell’allenamento, fiducia nelle categorie giovanili e possibilità di confrontarsi ad alto livello restano responsabilità del movimento.
La convocazione di un 2009 può diventare un messaggio utile se non rimane isolata. Ai giovani mostra che il percorso è aperto; alle società ricorda che investire sulla formazione può avere uno sbocco visibile; alla Nazionale consente di ampliare nel tempo il numero di giocatori realmente pronti.
Il criterio decisivo, però, dovrà rimanere il merito: valorizzare la formazione italiana significa creare più alternative competitive, non introdurre scorciatoie anagrafiche.
Il primo test del nuovo ciclo
Dal raduno di Roma non usciranno risposte definitive, ma indicazioni preziose. Samperi dovrà consolidare il nucleo capace di affrontare Georgia e Kosovo, reinserire Arillo, osservare Ferraro e iniziare a rendere riconoscibile la continuità tecnica promessa tra Maggiore e Under 19.
Il Mondiale 2028 è lontano soltanto sul calendario. Per una Nazionale assente dalla rassegna iridata dal 2016, ogni finestra è già parte della qualificazione. Il triennio di Samperi comincia così: con un gruppo da costruire, una filiera da rendere concreta e un diciassettenne chiamato non a rappresentare il futuro in astratto, ma a misurarsi con il presente.