Paniccia e il nuovo corso delle Azzurre: quattro giorni per costruire la prima identità – Futsal News 24
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Paniccia e il nuovo corso delle Azzurre: quattro giorni per costruire la prima identità

Quattro giorni di lavoro, venti giocatrici e pochissimo tempo per trasformare un nuovo inizio in una squadra pronta a competere. Dal 7 al 10 settembre, a Novarello, Alfredo Paniccia guiderà il suo primo raduno da commissario tecnico della Nazionale italiana femminile di futsal. Non sarà ancora il momento delle risposte definitive, ma sarà già quello delle scelte che orienteranno il nuovo ciclo.

L’appuntamento arriva infatti a poco meno di un mese dall’Elite Round di qualificazione all’Europeo 2027. Dal 7 al 10 ottobre l’Italia affronterà in Slovenia le padrone di casa, la Spagna campione d’Europa e la Francia. Un girone che concede pochissimo margine per sperimentare durante la competizione: identità, gerarchie e principi di gioco dovranno cominciare a emergere già a Novarello.

Un passaggio di consegne, non una ricostruzione da zero

Paniccia succede a Francesca Salvatore, che lascia la panchina dopo nove anni e dopo aver accompagnato le Azzurre fino al primo Mondiale femminile della storia. Il nuovo commissario tecnico non eredita quindi una Nazionale da rifondare, ma un gruppo che ha già accumulato esperienza internazionale e che deve ora trovare un equilibrio tra continuità ed evoluzione.

Anche le convocazioni suggeriscono questa impostazione. Nell’elenco non compaiono esordienti assolute: il primo raduno sembra pensato per conoscere direttamente le giocatrici già inserite nel percorso azzurro, verificarne condizione e compatibilità e costruire rapidamente una base affidabile.

La novità più evidente è rappresentata dai rientri. Federica Belli torna con un patrimonio di 31 presenze e 17 reti dopo un’assenza che durava dal dicembre 2024. Rientrano anche Cecilia Barca, Silvia Praticò ed Elisa Narcisi. Rafaela Dal’Maz, invece, ritrova la convocazione dopo l’ultima presenza nel quarto di finale del Mondiale disputato nelle Filippine.

È una scelta comprensibile: quando il calendario impone di accelerare, l’esperienza riduce i tempi necessari per stabilire un linguaggio comune.

La prima domanda: quale pressione può sostenere l’Italia?

Il primo nodo tattico riguarda la fase senza palla. Contro Slovenia, Spagna e Francia non basterà scegliere astrattamente tra pressing alto e attesa: servirà capire quando e con quali interpreti l’Italia potrà alzare l’aggressione senza perdere compattezza.

Un pressing efficace nel futsal non dipende soltanto dall’intensità. Richiede distanze corte, sincronizzazione delle uscite e coperture preventive. Se la prima pressione viene superata, la squadra rischia di concedere alla rivale una superiorità immediata in campo aperto.

Il raduno permetterà quindi a Paniccia di verificare quali quartetti possano sostenere un atteggiamento aggressivo e quali offrano maggiori garanzie in un blocco più prudente. La risposta potrebbe non essere una scelta unica: contro avversarie differenti, la Nazionale avrà probabilmente bisogno di alternare pressione e controllo all’interno della stessa partita.

La seconda domanda: come occupare il centro

In fase di possesso il problema sarà trovare una struttura capace di avanzare senza affidarsi esclusivamente alle iniziative individuali. Contro difese organizzate, la circolazione perimetrale diventa sterile se non produce ricezioni interne, rotazioni o cambi di posizione che costringano le avversarie a rompere le proprie linee.

La lista offre caratteristiche differenti e una distribuzione ampia tra i principali club italiani, oltre alle esperienze estere di Greta Maretti, Rafaela Dal’Maz e Gaby Vanelli. Il compito dello staff sarà capire quali combinazioni possano garantire contemporaneamente palleggio, profondità e presenza vicino alla porta.

In quattro giorni non si costruisce un sistema complesso. Si possono però fissare poche regole riconoscibili: come iniziare l’azione, quale spazio liberare per la compagna, quando attaccare il secondo palo e come reagire alla perdita del pallone. Principi semplici, se condivisi, possono diventare più utili di un catalogo troppo ampio di soluzioni.

La terza domanda: esperienza o forma del momento?

La convocazione di giocatrici già conosciute non elimina la competizione interna. Al contrario, rende il raduno una prima verifica concreta delle gerarchie.

Le Azzurre che hanno vissuto il percorso mondiale portano conoscenza delle partite ad alta pressione. I rientri ampliano però le alternative e obbligano ogni reparto a riconquistare il proprio spazio. Paniccia dovrà valutare non soltanto la qualità delle singole, ma la funzionalità delle coppie e dei quartetti.

Anche la scelta dei portieri sarà significativa. Denise Carturan, Anthea Polloni e Ana Carolina Sestari offrono tre opzioni per un ruolo che nel futsal moderno incide sia sulla protezione della porta sia sull’avvio del possesso. Le esigenze tattiche della squadra potrebbero pesare quanto la prestazione puramente difensiva.

Un tecnico abituato a costruire percorsi

Il profilo di Paniccia spiega perché la federazione abbia puntato su di lui. Oltre alle esperienze nei club, il nuovo commissario tecnico ha già lavorato nello staff della Nazionale maschile e nei progetti federali dedicati allo sviluppo del futsal. È stato tra gli ideatori dei Centri di Sviluppo Territoriale e referente del progetto Futsal+.

Nel 2023 ha inoltre vinto la Coppa della Divisione con la L84, venendo premiato come miglior allenatore della stagione. Il suo percorso riunisce quindi due dimensioni che in Nazionale devono convivere: la capacità di preparare la competizione e quella di costruire un’identità più ampia.

Paniccia ha definito la qualificazione europea una “sfida stimolante”. Non potrebbe essere diversamente. Il nuovo Europeo sarà per la prima volta allargato a otto squadre, ma il girone delle Azzurre comprende la Spagna tricampione in carica e altre due avversarie che non possono essere sottovalutate. Le prime classificate dei quattro raggruppamenti e le due migliori seconde accederanno direttamente alla fase finale; le altre due seconde dovranno giocarsi l’ultimo posto disponibile in uno spareggio.

Novarello non assegnerà punti, ma stabilirà il punto di partenza. Il primo successo del nuovo corso non sarà trovare immediatamente una formazione titolare. Sarà uscire dal raduno con una squadra che sappia riconoscere cosa fare quando la partita cambia: quando pressare, quando proteggersi, dove creare superiorità e quali responsabilità assumersi nei momenti difficili.

È da queste risposte, più che dai nomi scritti sulla distinta, che comincerà davvero l’Italfutsal femminile di Alfredo Paniccia.

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