Portiere di movimento, la Serie A sperimenta la nuova regola: cosa cambia nel 5 contro 4 – Futsal News 24
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Portiere di movimento, la Serie A sperimenta la nuova regola: cosa cambia nel 5 contro 4

La Serie A maschile di futsal 2026/27 sarà il laboratorio di una nuova disciplina sperimentale dedicata al portiere di movimento. La novità, autorizzata dalla FIFA e illustrata in una circolare del Settore Tecnico FIGC-AIA, non elimina il 5 contro 4 e non riscrive le diciassette Regole del Gioco: introduce invece un vincolo territoriale che obbliga la squadra in possesso a sviluppare l’azione in avanti.

L’obiettivo dichiarato è limitare l’utilizzo conservativo del flying goalkeeper, spesso impiegato non soltanto per recuperare uno svantaggio, ma anche per controllare il pallone e consumare tempo. Con la sperimentazione, il quinto uomo resta una soluzione pienamente disponibile, ma comporta un rischio maggiore e una responsabilità precisa: una volta attivato il regime, la propria metà campo non può più diventare una zona di sicurezza.

Quando si attiva la nuova regola

Il regime sperimentale si attiva soltanto quando si verificano contemporaneamente due condizioni: la squadra è in possesso del pallone e il proprio portiere supera la linea mediana entrando nella metà avversaria. Non è quindi sufficiente che il portiere si sposti oltre metà campo mentre il pallone è controllato dagli avversari.

La definizione comprende sia il portiere abituale sia un giocatore di movimento che ne assuma regolarmente la funzione, rispettando le procedure di sostituzione e le prescrizioni sull’equipaggiamento. La norma riguarda dunque il ruolo svolto in quella fase, non l’identità del calciatore.

Una volta attivato, il regime non termina semplicemente perché il portiere torna indietro o viene sostituito. Questa precisazione impedisce di aggirare il vincolo attraverso continui movimenti oltre la linea mediana.

Quattro secondi per portare il pallone avanti

Se il regime è attivo e il pallone si trova nella metà difensiva, l’intera squadra deve trasferirlo nella metà avversaria entro quattro secondi. Il conteggio comincia quando il portiere supera la linea mediana mentre la squadra conserva il possesso e il pallone è ancora dietro.

Se l’azione riparte nella propria metà con il regime già attivo, il conteggio sperimentale inizia quando il pallone entra correttamente in gioco. Il tempo eventualmente previsto per eseguire una rimessa resta distinto: prima si effettua la ripresa, poi partono i quattro secondi per superare metà campo.

Non basta iniziare il passaggio prima dello scadere. Entro il quarto secondo deve essere il pallone a oltrepassare effettivamente la linea mediana.

Dopo metà campo non si può tornare indietro

Il cuore della sperimentazione arriva nella fase successiva. Una volta trasferito il pallone nella metà offensiva, la squadra non può riportarlo volontariamente nella propria metà finché il regime resta attivo. Se la ripresa viene eseguita direttamente nella metà avversaria, il divieto opera immediatamente.

Il rientro del portiere, la sua sostituzione o una nuova disposizione dei giocatori non cancellano il vincolo. Una squadra sotto pressione non potrà quindi scaricare il pallone all’indietro e ricominciare la costruzione lontano dalla porta avversaria: dovrà trovare una soluzione offensiva, accettare il duello oppure rischiare di perdere il possesso.

La circolare distingue però una giocata volontaria da una deviazione. Se un tiro viene deviato da un avversario o rimbalza sul palo e torna nella metà difensiva, non si configura automaticamente il ritorno vietato. Se la squadra conserva il controllo, riparte tuttavia il conteggio di quattro secondi per riportare il pallone avanti.

Qual è la sanzione?

Se la squadra non supera metà campo entro quattro secondi, gli arbitri interrompono il gioco, salvo la possibilità di applicare il vantaggio. La ripresa avviene con un calcio di punizione indiretto per gli avversari dal punto in cui si trovava il pallone. Se questo era nell’area di rigore, la punizione viene battuta dalla linea dell’area nel punto più vicino.

Se invece il pallone viene riportato volontariamente nella propria metà dopo essere avanzato, il calcio di punizione indiretto viene assegnato nel punto in cui ha attraversato la linea mediana verso la zona difensiva.

La sola violazione non comporta ammonizione e non costituisce fallo cumulativo. Gli arbitri possono concedere il vantaggio quando gli avversari intercettano il pallone e hanno una possibilità concreta e immediata di attaccare la porta rimasta scoperta.

Quando termina il regime sperimentale

La condizione speciale termina quando il gioco viene interrotto dagli arbitri, quando il pallone esce dal rettangolo di gioco oppure quando la squadra perde realmente il possesso e il proprio portiere è rientrato nella metà difensiva.

Un semplice tocco o rimpallo dell’avversario non equivale necessariamente a un cambio di possesso. Se gli avversari conquistano il pallone mentre il portiere è ancora oltre metà campo, il regime resta rilevante fino al suo rientro. Se la squadra originaria recupera il possesso prima di quel momento, i vincoli già maturati continuano ad applicarsi.

Come cambia il 5 contro 4

La nuova disciplina non vieta il portiere di movimento, ma ne modifica il rapporto fra vantaggio e rischio. L’attacco avrà meno spazio per consolidare il possesso all’indietro e dovrà organizzare più velocemente ingresso, ampiezza e occupazione del secondo palo. Il primo passaggio oltre metà campo diventerà una parte vera e propria dello schema, non un semplice avvio dell’azione.

Per la difesa aumentano invece le occasioni di pressione. Sapendo che il pallone non può essere riportato nella metà avversaria, la squadra senza possesso potrà orientare l’attacco verso una zona laterale, chiudere le linee di scarico e tentare un recupero più aggressivo. Anche la lettura del vantaggio arbitrale potrà generare situazioni spettacolari, perché ogni intercetto apre immediatamente la possibilità di calciare verso una porta non presidiata.

Il vero banco di prova sarà l’uso del 5 contro 4 nei momenti in cui il risultato è ancora in equilibrio. La soluzione potrebbe tornare a essere soprattutto uno strumento offensivo per recuperare una partita, riducendo le fasi di possesso sterile utilizzate per congelare il cronometro.

Una sperimentazione limitata alla Serie A

La circolare riguarda esclusivamente il Campionato Nazionale di Serie A maschile 2026/27. In tutte le situazioni non espressamente disciplinate continuano a valere il regolamento ordinario, le decisioni ufficiali FIGC e le relative interpretazioni.

È quindi importante non descrivere la novità come una regola già estesa a tutto il futsal. La Serie A italiana raccoglierà indicazioni tecniche e arbitrali utili alla valutazione della FIFA. Il giudizio arriverà dal campo: velocità delle azioni, chiarezza delle decisioni e capacità delle squadre di trasformare il nuovo vincolo in un’opportunità tattica.

Fonte: Divisione Calcio a 5 e circolare “Sperimentazione del Flying Goalkeeper – Serie A 2026/2027”, Settore Tecnico FIGC-AIA.

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