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Gabriel Lima di cuore: “Sono vicino agli italiani: vi riprenderete!”

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Gabriel Lima si è concesso alle dirette Instagram della L84, ripercorrendo la sua lunga storia in Italia insieme al padrone di casa Rodrigo De Lima

Un lungo viaggio insieme a Gabriel Lima. Dopo aver assaporato ieri sera le parole di Lorenzo Bonaria, le dirette Instagram della L84 hanno colto ancora nel segno, ripercorrendo insieme a Rodrigo De Lima la vita italiana dell’ex capitano azzurro sin dagli esordi ad Aosta: “Ho fatto tre anni ed è stato il momento più divertente di tutta la mia carriera, ma è stato anche il periodo in cui mi sono diplomato in Italia in quanto non avevo terminato gli studi in Brasile. Mia mamma ci teneva molto che non perdessi gli studi ed è stata una delle mie priorità e della mia famiglia. Anche grazie alla famiglia Fea ho potuto raggiungere questo traguardo”. Successivamente, il grande passaggio in serie A alla Marca: “E’ stato difficile in quanto non giocavo tanto ma è stato basilare per formarmi come giocatore. Ramiro Diaz era molto duro con me, ma è stato bravo a farmi tenere i piedi per terra”. Poi il passaggio all’Asti: “Alla Marca e all’Arzignano c’erano problemi economici e sono stato convinto soprattutto dal progetto ambizioso della famiglia orange. Mi hanno convinto in primis i giocatori stessi, da Ramon a Honda e, anche se sono sceso di categoria dalla serie A alla serie A2, è stata una scelta azzeccata, in quanto sono esploso. C’è stata una escalation pazzesca fino alla serie A. E’ stata un’esperienza incredibile e mi mancano molto la città e le persone”.

Dopo Asti, il salto in Spagna con El Pozo Murcia: “Molte persone dicono che ho fatto questa scelta perché pensavo ai soldi. Questo mi è molto dispiaciuto, in realtà avevo il desiderio di giocare nella Liga più competitiva a livello continentale. Dopo la vittoria dell’Europeo ho ricevuto la chiamata dell’Inter Movistar e quella del El Pozo Murcia. Ho dovuto ricrearmi in Spagna, come giocatore e come atleta, forse non ero più il giocatore spettacolare che ero ad Asti ma sicuramente ero più completo”. Dopo i due anni in Spagna, ecco il ritorno in Italia all’Acqua&Sapone: “Mi sono arrivate chiamate da tutto il mondo come lo Sporting Lisbona, il Kairat e il Corinthians, ma avevo la voglia di giocare una finale scudetto e tentare di vincerlo. Alla fine è stata una scelta azzeccata, siamo stati bene in Abruzzo, ho vinto lo scudetto e giocato in Champions”.

Non poteva mancare un passaggio sulla Nazionale, un capitolo molto caldo che ha lasciato non poca amarezza: “La fine non è avvenuta nel modo che desideravo. Per me è stato un onore indossare quella maglia, è stata la motivazione principale di tutte le mie scelte. Non c’è paragone con una partita tra due club, sentire l’inno mi emoziona sempre”. Ma l’attualità nella vita di Gabriel è il progetto Nucleo che porta avanti per la formazione dei bambini, un’idea che in qualche modo accomuna i colori verdeneri: “Con la L84 siamo lì vicini ma ancora non abbiamo il coraggio di fidanzarci. Noi continuiamo a lavorare per il futuro dei bambini, utilizziamo il “cartellino verde” come rinforzo positivo in un contesto che fornisce sempre o quasi rinforzi negativi per correggere. Ricordo sempre le parole di Tino Perez, un maestro di fair play e di valori che voglio trasmettere ai più giovani”.

Gabriel Lima e l’Italia, un amore per ora interrotto, ma che ha lasciato un solco profondo nel cuore del fuoriclasse: “Vorrei mandare messaggio di forza a tutta l’Italia che sta combattendo il coronavirus. Non posso dire che andrà tutto bene, perché purtroppo tante persone stanno già soffrendo molto. Ma l’Italia sono sicuro che si riprenderà”.

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